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Intervento del Segretario Generale di Promoberg – Dr. Luigi Trigona


Salone del Mobile Bergamo - 13 Novembre 2013 - 0 comments

Un Salone del “Mobile” che… si muove, con novità, anticipazioni, innovazioni, che propone curiosità, nuovi modi per stare insieme, sotto il minimo comun denominatore del piacere di “fare casa in una bella casa”. “Non avere nella tua casa nulla che tu non sappia utile, o che non creda bello” sosteneva alla fine dell’800 William Morris, l’artista inglese considerato antesignano dei moderni designer. Una figura così illuminata, relativamente all’estetica architettonica, che fu in grado di influenzare la storia dell’architettura inglese stessa e del disegno industriale, pur non essendo egli architetto. Un concetto, questo, dell’utilità unita alla bellezza, che può essere assunto come slogan del nostro Salone dove realmente le aziende presenti tendono al raggiungimento di questo obiettivo e dove tutto ciò che è bello intrinsecamente ha anche una sua precisa funzionalità.

Tutto questo e…molto di più è questa nuova edizione, l’undicesima, per l’esattezza, del Salone del Mobile e del Complemento d’arredo che Ente Fiera Promoberg propone; un’autorevole e prestigiosa vetrina del settore per un pubblico selezionato e competente, un appuntamento irrinunciabile fin dal suo debutto. Attento alle esigenze dell’abitare contemporaneo, il Salone, che dà spazio a soluzioni abitative tra le più raffinate ed esclusive, si pone come obiettivo di soddisfare un pubblico interessato, offrendo ai visitatori un’ampia panoramica sulle ultime tendenze di arredamento e design: un Salone dove tutto “fa casa” e che, di edizione in edizione, ha saputo ritagliarsi uno spazio di rilievo nel panorama fieristico italiano. I numeri confermano la validità dell’evento: un palcoscenico esclusivo per gli appassionati e i curiosi, per chi è in cerca di casa e di consigli per l’arredo o per fare un buon affare: al nostro Salone i migliori professionisti del settore sono di casa. Il tema della casa è predominante: si dice casa e si pensa subito al “rifugio caldo e protettivo” nel quale poter meglio accogliere e far star bene la propria famiglia, gli affetti più cari.

Abitazioni realizzate da chi, e mi riferisco ai tanti impresari ed artigiani di case del nostro territorio, è storicamente riconosciuto per essere il top nel settore edilizio. Ma una casa, per essere veramente bella, oltre ad essere costruita con i criteri tecnologici più innovativi (molto ben rappresentati alla Fiera Edile), deve avere anche un arredamento adeguato. In questo senso ciascuno ha i propri gusti com’è giusto che sia. C’è chi predilige arredamenti iper-tecnologici, chi ama al contrario i mobili classici, chi un intrigante connubio tra i due generi. Il nostro Salone del Mobile vuole dare ai visitatori, così come tutte le manifestazioni da noi promosse, l’opportunità di poter visionare in un unico grande spazio funzionale, toccando con mano e confrontandosi con i professionisti del settore, proposte di alta qualità presentate in un contesto raffinato. Non a caso lo slogan coniato per questo evento recita: “eleganza e bellezza si fanno casa”, due tratti distintivi dell’assoluta qualità delle proposte. Al settore del mobile arrivano proposte più accessibili, con arredi su misura, aderenti ai nuovi stili di vita e alle soluzioni abitative moderne, modulari e personalizzabili, ma soprattutto riciclabili, a garanzia della sicurezza e dell’efficienza energetica.

E’ proprio la produzione industriale, caratterizzata da qualità e creatività, che ha trasformato l’immagine dell’Italia nel mondo. Il Bel Paese oggi è conosciuto come terra di genio e maestria, grazie alle esportazioni di prodotti di design, dalle automobili agli arredi. E il settore dell’arredamento si caratterizza come una vetrina del saper fare nostrano, il Salone come un’occasione imperdibile alla quale partecipa un pubblico variegato. E’ importante offrire ai visitatori la possibilità di potersi informare, valutare, confrontare e scegliere le soluzioni qualitativamente più elevate ed economicamente più interessanti. E di farlo in un contesto dove ormai sta diventando tradizione ritrovarsi di anno in anno.

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